Tutti gli articoli di mamma

Di che mostro sei?

Il bellissimo e godibilissimo “Monster e co.” insegna che ogni bimbo ha il suo mostro ma anche che i mostri possono essere buoni ed eroici.

Io non ricordo il mio mostro ma sicuramente la mia paura principale: il buio. Con un po’ di vergogna ammetto che questa fobia è andata oltre l’adolescenza.

Veniamo ad Edoardo. Fino a qualche tempo fa non aveva paura di nulla, poi ha iniziato con il buio, poi all’improvviso è comparso un mostro.

All’inizio non gli avevamo dato peso, cercando di consolarlo e dargli dei consigli di difesa tipo nascondersi sotto il lenzuolo dove si sa nessun mostro può trovarti.

Per nostra abitudine non prendiamo mai in giro Edoardo quando esterna i suoi sentimenti. Come non lo faremmo con un adulto. Brutto vedere quei bambini derisi dai genitori o dai nonni quando balbettano qualche concetto astruso. Cerchiamo sempre di immedesimarci.

Ma come fai a restar serio quando tuo figlio ha paura de “l’ippopotamo che canta”.

La cosa che lo terrorizza maggiormente è proprio la canzone “The lion sleeps tonight”‏ che lui definisce la canzone dell’ippopotamo che canta.

Non ha paura dell’ippopotamo in quanto animale ma proprio di Pat, l’happy hippo della pubblicità. Sarà la sagoma, la mimica, quella bocca larga con i denti in vista… non so proprio cosa lo terrorizzi. Ma è vero terrore tanto che qualche giorno fa a scuola ha avuto un vero attacco di panico con lacrimoni e singhiozzi, finito solo quando, finalmente, le maestre hanno spento la musica.

Se vai ad indagare lui ti dirà che è feroce, vuole mangiarlo, che si nasconde nelle ombre, nelle tenebre. Usando proprio questi termini da film horror. Tanto che a volte quando si guarda alle spalle un po’ ho paura anche io.

E pensare che da piccolo lo adorava, aveva una vera ossessione per “Poppo ti canta“!

 

Checklist

E’ da maggio che non aggiorno e non che di cose non ne siano successe. La vita di un cinquenne è frenetica, eccessiva nelle scoperte. Un genitore cerca sempre di arginare le continue richieste e soddisfare qualche desiderio.
Così, per esempio, Edoardo ha festeggiato il suo compleanno al Bioparco di Roma, con i suoi amichetti storici, quelli che con lui hanno vissuto gli anni del nido e della materna. A settembre purtroppo si disperderanno per frequentare l’ultimo anno di scuola dell’Infanzia alle comunali.

Non riesco a parlare della sensazione di abbandono e di dolore che proviamo pensando di lasciare le maestre e i compagni e tutta la comunità de L’Emilio. Per ora Edo continua a frequentare approfittando del centro estivo e procrastinando a settembre il possibile trauma.

Siamo andati a conoscere la nuova scuola, strutturata meravigliosamente, con orto e forno a legna per far preparare il pane ai bimbi, laboratori di teatro, musica e chi più ne ha più ne metta (ma lui non è nuovo a tutte queste attività, ndr) ma poi parli con la sua futura maestra che vuole dei bambini già scolarizzati, lei dice con le basi! Ma quali basi? Fiera con il fischietto al collo si vanta di mettere in riga tutti con la forza dell’amore…  Ed io non faccio che pensare al sorriso e al calore delle maestre che lascia. Ma non voglio essere catastrofista.
Perché non rimanere allora? Perché grazie ad una situazione lavorativa precaria potremmo trovarci in condizione di non poter pagare il conto della scuola… e poi è l’ultimo anno prima delle elementari, tutti i suoi compagni vanno via… questa è tra le scuole comunali meglio organizzate e “illuminate” che ci spetta come bacino d’utenza… insomma un passo dovuto.

Ma torniamo a Edoardo.

Quest’anno tra le lezioni aperte si è organizzata la messa in scena di uno dei lavori del laboratorio di teatro. Da gennaio si sono concentrati solo su una storia e l’hanno portata in scena. Eccolo mentre interpreta il Drago.

Ma c’è stata anche la tradizionale Festa di Primavera, con la gara di torte, la distribuzione dei lavoretti di fine anno, il lancio dei palloncini per salutare i bimbi che lasciano la scuola, e la proiezione del filmato montato dalla maestra Rossella per ricordare i passi dei nostri pargoli e dirci “addio” tra lacrime e sorrisi.

Memorabile la performance organizzata a sorpresa: un waka waka di eccezione con i bambini in canotta e bermuda e le bambine in top e gonnellina… esilaranti  e commoventi nella loro serietà di ballerini.

Dicevamo della festa al Bioparco… una giornata bella con un buffet mammamade e l’idea della torta muffin (una matrice di muffin bianchi e neri a formare un 5), la visita guidata tra gli animali, il carezzazoo con un insetto stecco e un furetto, e tanta libertà di movimento.

Poi le gite scolastiche e quelle con i genitori. Tre giorni a Sperlonga Edo, mamma e le sue amiche ortolane. La giornata a Zoomarine con Gioele, il suo amichetto preferito, anche lui appassionato di animali e dinosauri.

La nota negativa? Dal giorno di Zoomarine le giornate sono accompagnate dal jingle della pubblicità e dalla ripetizione del promo che Edo ci propina in maniera ossessiva.

Ora aspettiamo le vacanze, anche quest’anno montane, anche quest’anno in quel di Bressanone. Domani intanto si va in gita con la scuola alla caserma dei vigili del fuoco a Ostia.

Spero di non aver scordato nulla… a presto per i prossimi aggiornamenti e buone vacanze a tutti. Noi dobbiamo aspettare ancora fino a fine agosto.

Auguri mamma!

Quando è il momento della consegna dei lavoretti l’orgoglio dei genitori è sempre alto… Poi se capita che, con pochi tratti, abbia colto proprio come sei, allora la lacrima la fa da padrona.

Ad offuscare la gioia il dubbio che quel “fa sempre” sia riferito alle mie fughe per l’orto, ma resta sempre la speranza che le presenze siano di un livello tale da far dimenticare le assenze.

20110509-105136.jpg

Esplosione creativa

Edoardo è un bambino dalla facile dialettica. Ti racconta nei minimi dettagli ogni esperienza, film, sogno che lo colpisce. Ma se si tratta di disegnare allora non se ne parla. Da buona madre paranoica ho pensato di tutto. Ovvio il confronto con i suoi compagni di scuola. Tutti i bambini disegnano. Così mi hanno sempre detto. Ma anche no.
Forse l’approccio scolastico quest’anno poi non è stato dei migliori. A quattro anni e mezzo qualche regola bisogna pur darla e le attività didattiche ti costringono in recinti che non sempre vengono accettati da tutti i bimbi. Sicuramente Edoardo è uno di questi, e alla richiesta di disegnare una casetta, un albero, cosa mangi a colazione, la risposta grafica è stata spesso nulla. Con una giustificazione tipo: non sono capace.
Poi è successo qualcosa.

Qualche giorno fa ha fatto il ritratto dei nonni, e ha continuato nelle giornate di cattività per la varicella (perchè dopo l’incidente anche l’esantematica ci mancava, ndr) a disegnare mostri e dinosauri.
Il cuore di mamma e papà si è riempito di orgoglio.
Per noi sono bellissimi.

Lacrime e sangue

Domenica sera, pronto soccorso. Mi fanno entrare accompagnata da una guardia giurata. Percorro un corridoio e in fondo una barella… a fianco un papà con il collare rigido.
Non si vede chi c’è sulla barella. Le lacrime pronte, un groppo alla gola.

Federico mi guarda e con la mano mi fa cenno di stare calma. Poi il visetto, deformato dai lividi. E gli occhioni pronti a piangere. Ma ha promesso al papà di farmi coraggio. Lo abbraccio e lui mi fa le coccole.

Edoardo e Federico hanno avuto (il 16 gennaio) un incidente sull’autobus.
Una brusca inchiodata li ha fatti volare in aria. E la caduta è stata dolorosa.

Ma fortunamente niente di rotto.

Babbo Natale è una brava persona

Edoardo ha aspettato con ansia l’arrivo di Babbo Natale.
Gli ha scritto una letterina molto dettagliata in cui gli chiedeva un serpente morbido contraccambiando con informazioni sul suo stato di salute e abitazione. Il tutto infiocchettato con buone intenzioni per il futuro. Poi lo ha descritto a chiunque gli chiedesse cosa aveva chiesto a Babbo Natale come una persona simpatica e generosa:decisamente una brava persona. Beh Edo ha ricevuto una valanga di regali desiderati e non ma comunque di interesse: due giochi Sfida la piovra e Monster Maker, un triceratopo, un brachiosauro in scala grande e uno piccolo tutto della Schleich, un libro sui dinosauri, un libro di fiabe e un prescolare, due Sapientino, una macchina rumorosissima. Niente serpente morbido perché da Ikea era finito ma Edo ha conservato la sua opinione su Babbo Natale.

Mamma dal canto suo non può pensarla diversamente perché ha ricevuto grandi cose per le sue principali passioni: cucina e scrittura. Quindi il mitico e rossissimo KitchenAid e “niente popó di meno che” l’iPad, con dedica d’amore “a fuoco” sul retro. Il primo è arrivato in anticipo per concludere i dolci pensieri natalizi solidali, il secondo solo ieri. Ma Babbo Natale è comunque una brava persona.

In controtendenza

Mentre mamma era presa a vendere i prodotti dell’EutOrto al loro primo mercatino biologico, papà Procione e l’Edoardo si recavano al ristorante.

La loro scelta è caduta sul cinese in direzione opposta alle scelte materne ormai orientate sul biologico.
Oltre alle cineserie riportate (calendario e macchinina tagliaunghie, orribile!!!) mi hanno inviato una meravigliosa cartolina ricordo probabilmente per farmi sopportare la scelta. Belli de mamma!

La felicità è…

… correre in una pozzanghera!

Ieri, giorno di pioggia torrenziale, ho deciso di portare Edo a fare un giro all’Agrario, dove mamma coltiva insieme ai suoi compagni di sventura sogni di agricoltura.

Ci siamo armati di galosce: con gli occhietti per lui, classiche da contadino per me.

Le mucche e i cavalli, suoi amici animali, hanno avuto sicuramente un peso nella passeggiata… ma vuoi mettere le pozzanghere con il fango!


Il Signor Niente

Così si chiama l’amico immaginario di Edoardo. E’ nato dalla sua pancia, probabilmente dalla famosa porticina… E’ molto discreto, non si fa notare, è arrivato all’improvviso. A piccoli passi e ogni tanto affiora nei racconti.

Trovo che il nome sia bellissimo, Il Signor Niente, quantomeno realistico. In fin dei conti non esiste. O no?

Edo Potter

Halloween è alle porte ma a scuola di Edoardo si festeggia in anticipo… perché non si perde mai l’occasione. Quest’anno quasi tutti i genitori hanno puntato su streghe e stregoni in pieno clima horror/festaiolo.

Ma noi nel costruire il costume lo stregone si è trasformato in maghetto… e il passo dalla citazione è stato breve.
Ecco il nostro “Edo Potter”.